Eccoci con la prima lettura del mese di maggio: “Le lupe di Pompei” di Elodie Harper.
Che ci sia uno studio notevole dietro la stesura di questo romanzo, lo si evince dal modo in cui vengono descritte le ambientazioni dell’antica città di Pompei, tanto da far immergere il lettore negli scenari vissuti dalle protagoniste.
Innovativa l’idea di parlare di un pezzo di storia andato perduto, dimenticato poiché bistrattato dalla convenzione bigotta comune: la vita delle donne “lupe”. Il romanzo si presenta forte nelle realistiche descrizioni della loro vita sofferta e violenta, donne schiave persino nel poter controllare il proprio corpo. Oltre al tema della “prostituzione”, si analizzano altri temi importanti: maternità, amore, il ruolo della donna nella società, la libertà.
Ed è proprio attorno a quest’ultimo punto che verte tutto il romanzo: Amara, una delle protagoniste, nata libera e costretta alla schiavitù della prostituzione, metterà in atto un piano per potersi liberare di quelle catene invisibili che le impediscono di sognare, come donna e come essere umano.
Per quanto sia un libro piacevole da leggere per lo stile utilizzato, è un libro che andrebbe letto da stomaci poco sensibili. Le descrizioni di come venivano trattate queste donne fa venire i brividi.
Per il resto, in alcuni punti la storia è ripetitiva e statica. Non è definito il modo in cui Amara voglia ergersi al ruolo di “liberta”: rivive situazioni e compie scelte analoghe per gran parte della storia. Inoltre, alle volte sembra di leggere un simil “Gossip girl” ambientato nell’antichità, soprattutto per l’utilizzo di termini e pensieri molto più legati all’era moderna.
Non ho poi apprezzato molto la morte di alcuni personaggi principali, trattata con meno pathos di quanto meriterebbero.
Prossima lettura? Un famosissimo scrittore danese deve risolvere un caso di omicidio. In questi giorni, una delle sue storie è tornata alla ribalta con un nuovo, discusso film. Di chi si tratta?
Alla prossima!




