Vedete quella medaglia sopra la copertina? Verrà affissa sui libri più belli letti quest’anno e “Il Maestro e Margherita” è tra questi!
Scritto tra il 1928 e il 1940 (anno della morte di Bulgakov), questo romanzo è stato oggetto di forte censura da parte della Mosca staliniana dell’epoca. Un qualcosa che Bulgakov ha voluto descrivere, criticare e sapientemente punire, tramite la figura di Woland e del suo gruppo.
È difficile definire il genere del romanzo: incontriamo satira, soprannaturale, thriller, comicità, romanticismo, esoterismo, il tutto sapientemente “miscelato” per conferire una struttura definita all’intera trama.
Ed è appunto tra realtà e sogno, grottesco e satirico, sacro e profano, che Bulkagov ha saputo creare un’opera di puro genio e intrattenimento, tramite cui fornire molti spunti di riflessione sulla vita, sulla religione, sulla società e sull’amore attraverso dei personaggi profondi e ben caratterizzati.
Malgrado sembri apparentemente Woland il protagonista del romanzo, la sua figura rimane molto sullo sfondo rispetto alle azioni del suo variegato gruppo di “complici” e rispetto ai due amanti tormentati Margherita e il Maestro. La loro storia d’amore poi è una delle più belle mai lette.
Bellissima anche la parte incentrata su Ponzio Pilato e sul senso di colpa ch’egli ha provato per la condanna di Jeshua. Quest’uomo è infatti protagonista del romanzo scritto dal Maestro, impazzito e successivamente rinchiuso proprio per via delle critiche e dei rifiuti subiti dal suo racconto.
Nelle ultime pagine, dopo essersi lasciati alle spalle una Mosca “punita”, tutti i protagonisti del romanzo si riuniranno, andando incontro a un finale commovente ed emozionante.
“Il Maestro e Margherita” è un libro che mi sento fortemente di consigliare per diverse ragioni: è ben scritto, ha una trama originale e irripetibile , ha personaggi ottimamente caratterizzati sia nella loro umanità che nella loro follia e a cui è difficile non affezionarsi e in più tocca tanti temi su cui riflettere. L’unica “critica” che si potrebbe muovere contro questo libro potrebbe essere la prolissità di alcune scene e dialoghi.
Per il resto è solo che un capolavoro.




